Le mezze stagioni

Le mezze stagioni

"Questa è la Storia di un inventore e dice così" di Francesco Laviano (testo in concorso per il GSSP)

Endecasillabi del silenzio

Ti ho visto arrivare, bellissimo, che non c’entravi più, venuto a stringermi in un abbraccio colmo di tristezza, di desiderio di salvezza. E, vinto il non posso, in preda ad una determinazione che abbatte ogni mia resistenza, hai comandato un bacio. E io, con occhi aperti a capire il tuo sapore, a leggere due sconosciute labbra morbide; io sono che non so, che non ho scelta.

Sei arrivato in una notte di panni stesi ad asciugare, di bambini fuori a giocare oltre l’ora consentita, sei venuto a dirmi di saperti.

Tra sale e cielo / entre sel et ciel

Versi di Chiara, traduzione di Zu

È un periodo che i treni passano, e mi dicon «sàli», e mi dicon «dài», e mi dicon «su»; e io son lì sul prato del mondo, che guardo, con gli occhi vuoti, li guardo passare, come fanno le vacche.

Invece in due, tu e lei, la sera, in casa, | a un certo momento spegni la televisione, | chiacchieri un po’, lei va di là, torna, | sorpresa! due gelati, | vuoi crema o cioccolato? | poi ogni tanto si esce, si va nei posti, | a mangiare fuori, al cinema, | il cinema è una roba, | come da bambini le favole, | si sta lì tutti a sedere, zitti, incantati, | se ti viene delle volte da dir qualcosa, dietro | c’è sempre uno che protesta: ssst! silenzio! | poi Fine, si accendono le luci, | è come svegliarsi, ti alzi, e basta un niente, | che le tieni il cappotto, che se l’infila, | che la stringi, non molto, solo sentirla.

[Raffaello Baldini]

(letto da Francesco dei “pensieri spettinati”)

mpdrolet:

Adrian De Sa Garces
mpdrolet:

Beach Samba, 1998
Patricia Heal

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Beach Samba, 1998

Patricia Heal

(via 365otheradventures)

itsy-bitsy:

Sabina, Lausanne,1993, by swiss photographer Jean-Pascal Imsand

itsy-bitsy:

Sabina, Lausanne,1993, by swiss photographer Jean-Pascal Imsand

(via )

Correre per me significa molte cose: sopravvivenza, calma, euforia, solitudine. E’ la dimostrazione della mia esistenza fisica, della mia capacità di controllare i movimenti nello spazio, se non nel tempo, e dell’obbedienza, per quanto temporanea, del corpo alla mia volontà. Mentre corro respiro profondamente e le cose vanno e vengono intorno a me, il sentiero si dipana sotto i miei piedi come una pellicola cinematografica.

A. Niffenegger - La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, pag. 155

un libro densissimo, che mi capita persino di sognare di notte (e mette voglia di amare e correre)

Qualche mese fa è morto un mio prozio che viveva in campagna. Aveva una malattia incurabile e già da un po’ non parlava quasi più, ed era inoltre molto dimagrito (era comunque piuttosto anziano). Una delle ultime volte che siamo andati a trovarlo, ricordo, era lì nel suo letto, quei letti campagnoli molto alti di una volta, e ci guardava con i suoi occhi verdi, fatti enormi dalla malattia. Era contento che fossimo andato a trovarlo (io, i miei fratelli e mia nonna, sua sorella), o almeno a me è parso così. Dopo un po’ è entrata in camera sua moglie, gli si è avvicinata, gli ha messo a posto la trapunta e gli ha chiesto in tono scherzoso: “Que vari cu sti occhi, ciuetto’ [civettone]?”, poi lo ha accarezzato. Ecco, quel gesto tenero fra vecchi me lo ricordo ancora, e quel ciuetto’ detto al marito morente è una delle più belle parole d’amore che mi sia mai capitato di leggere o di ascoltare


Au Hasard Balthazar (1966)


Au Hasard Balthazar
(1966)

(via )

Il mio mondo perfetto è molto, molto blu ma tutt’altro che monotono.

divara:

#Fornasetti alla Triennale

Enigmatica bellezza (da sempre, per me)

divara:

#Fornasetti alla Triennale

Enigmatica bellezza (da sempre, per me)